Il Diamante Gemente (avventura)

L'avventura ha inizio qualche secolo dopo il Grande Crollo, nella città-stato di Y'rtak, informe ammasso di edifici, scale, piazze e stalagmiti in una grotta ampia qualche chilometro; la folla caotica che la popola è un miscuglio di elfi, nani, yuan-ti e sottospecie.

Tolhor e Sharrak, membri della compagnia di ladri nota come Compagnia dell'Artiglio, raggiungono il loro capo, Naryn, presso il palazzo del più potente fra i Signori di Y'rtak, un anziano elfo di nome Atrium: Naryn ha promesso ad Atrium di proteggere il suo mago più fidato, Luxeon, nell'esplorazione di un antico sito elfico in rovina, in cambio di poter mettere le mani su un artefatto di straordinario potere, il Diamante Gemente. Si dice infatti che il Diamante sia in grado di modificare la forma della pietra, aprendo passaggi attraverso la roccia o distruggendoli: il potere offerto da un tale oggetto in Crypto, è evidente. Naryn ricorda ai suoi affiliati che la buona riuscita di un "prelievo" dipende dalla capacità di creare d

I tre attraversano un'estesa colonia di funghi luminosi; alcuni funghi raggiungono qualche decina di metri di altezza. Sfuggendo alla minaccia di funghi stridenti e funghi fantasma, si accampano al limitare della foresta per riposare. Il riposo viene interrotto dall'arrivo di un gigantesco protoplasma nero affamato, che ancora i tre riescono ad evitare di affrontare. Più avanti, essi raggiungono un lago sotterraneo e un piccolo porticciolo deserto. I tre sono decisi a volerlo attraversare, ma una gigantesca creatura simile a una piovra cerca di afferrarli con i suoi tentacoli mortali: fortunatamente, una potente allucinazione del mago spaventa la bestia che si ritira nelle acque scure.

Il mago raggiunge l'estremità opposta della caverna camminando sulle pareti attraverso l'uso di un incantesimo, poi si introduce nel canale che ospita il fiume sotterraneo che alimenta il lago. Luxeon si imbatte in un grotta dove giacciono i cadaveri di alcuni elfi: aprendo un porta-pergamene ancora intatto, il mago si trova fra le mani un pugno di pietre preziose e un editto del Tempio di Veon - una divinità dimenticata! - che conferiva ai suoi rappresentanti l'autorità di arrestare i maghi di una cittadella nelle vicinanze, accusati di avere fondato un culto sacrilego. Raggiunti e informati i compagni, i tre scoprono un passaggio dietro le cascate impetuose là dove il fiume sotterraneo si getta nel lago. I tre si infilano nello stretto passaggio fino a raggiungere una porta di pietra, davanti alla quale, con loro sorpresa, trovano altri due avventurieri ad attenderli: il nano Korgan e l'elfa Jarlyn.

Tra i due gruppi nasce una disputa violenta, che vede protagonista assoluto il nano Tolhor; la lite viene però interrotta dalle parole minacciose pronunciate da una voce gutturale, che proviene dall'altro lato della porta: la figura diafana e luminescente di un elfo in armatura appare attraverso la pietra e attacca il gruppo! Gli avventurieri si uniscono contro il comune nemico, la cui figura incorporea sembra evitare gran parte degli attacchi fisici, ma alla fine è proprio Tolhor a sferrare il colpo di grazia alla creatura, non senza subirne il tocco freddo che lo fa sentire più debole.

Gli avventurieri riprendono le ricerche insieme, alleati soltanto per difendersi dai numerosi pericoli. Guidati dal mago raggiungono una sala che custodisce un magnifico sarcofago, forse la tomba di un re. Jarlyn, con l'aiuto del compagno, spoglia la salma della sua corona, della spada (una lama curiosamente decorata con delle spine), e diverse gemme preziose. Nel frattempo, gli altri raggiungono una sala circolare del diametro di una ventina di metri, al cui centro si trova un pozzo; il soffitto della stanza è la grotta stessa, da cui scendono delle grosse stalattiti: una di esse apre un occhio centrale e alcune sferze scendono al suolo attaccando il gruppo. Tholor viene afferrato e trascinato verso l'alto, e scopre con orrore che sopra all'occhio si sono aperte delle enormi fauci acuminate. Sharrak lo trattiene per i piedi e Jarlyn, con un balzo, raggiunge la sferza e la taglia con il coltello, per essere poi afferrata a sua volta. L'elfa si sente fortemente debilitata e riesce a divincolarsi soltanto grazie alla sua agilità. In fuga, il gruppo raggiunge delle scale, sempre seguendo la direzione indicata da Luxeon e dal suo incantesimo localizza oggetto. A un certo punto, il mago nota con sorpresa che il raggio dell'incantesimo si muove da solo, prima di svanire!

Più in basso, i nostri scoprono di trovarsi in un complesso funerario: ai lati dei corridoi si aprono delle nicchie, al cui interno sono conservati dei corpi imbalsamati e deposti in loculi orizzontali nelle pareti. In un susseguirsi di corridoi e scale, il gruppo si trova di fronte altri spettri, come quello incontrato all'ingresso, che non esita ad attaccare. Questa volta è Sharrak ad assaggiare il tocco incorporeo degli spettri, ma lo scontro volge comunque a favore dei nostri, anche grazie agli incantesimi di Luxeon. Nel frattempo, Jarlyn si infila in un passaggio laterale, che gli altri, a parte Khorgan, non sembrano avere notato, e si ritrova in un grande salone scuro, costeggiato da gigantesche colonne di pietra. Poi succede qualcosa di incredibile: quando l'elfa torna indietro per cercare altri punti di riferimento, scopre che il passaggio non c'è più e la fisionomia della stanza è cambiata!

Luxeon, Tolhor e Sharrak cercano di scoprire il passaggio in cui Jarlyn e Korgan si sono nascosti, ma non riuscendo a trovarlo - dato che non esiste più - si mettono cercano altri indizi sull'oggetto della loro ricerca, il diamante gemente. Luxeon trova i corpi carbonizzati di alcuni maghi. Poco dopo un passaggio si apre sotto i piedi di Sharrak, e i tre iniziano a scendere delle scale di pietra grezza; durante la discesa i tre sentono che il passaggio si sta richiudendo alle loro spalle, quindi affrettano il passo e raggiungono gli altri due appena in tempo nella grande stanza con le colonne. Luxeon, convinto che l'elfa sia già riuscita a recuperare il diamante, gli intima di consegnarglielo, mentre Tolhor le si avvicina con le peggiori intenzioni. L'elfa inizia a fuggire nell'oscurità fino a raggiungere un pozzo piuttosto ampio, mentre la fisionomia della stanza cambia ancora: le colonne diventano statue minacciose; Jarlyn continua la sua fuga fino a raggiungere la fine dell'enorme galleria, che diviene una grotta naturale, Tolhor e Sharrak sempre dietro. Korgan lascia cadere una torcia nel pozzo per vederne il fondo: dal fondo del pozzo giunge una voce profonda, che intima al gruppo di andarsene, poi una figura luminescente che pare uno spettro, inizia a salire dal pozzo verso l'alto, volando a una velocità elevata: il pozzo si sta richiudendo dietro di lui. Luxeon lancia un incantesimo difensivo che crea delle immagini illusiorie identiche a lui.

Lo spettro raggiunge la superficie, sempre fluttuando; è alto, indossa un armatura completa, stringe nel pugno un grosso diamante luminoso, e osserva gli avventurieri dalle orbite vuote. Poi lancia un incantesimo e osserva Luxeon, inerme tra le sue copie illusorie. Korgan dichiara di non aver toccato i suoi "compagni spettri", ma lo spettro lo corregge, dichiarando che essi sono paladini del Tempio e che la loro condizione attuale è giusta, e che egli ne è stato la causa: il prezzo per salvare tutti. Poi si fa addosso a Korgan, che risponde con la sua ascia magica. Tolhor e Sharrak tornano indietro ma vengono fermati da una coppia di creature uscite dalla pietra: dei pericolosi Xorn, che creano loro non poche difficoltà. Luxeon si mette in disparte, mentre Jarlyn cerca di ferire lo spettro col suo arco. Lo spettro viene colpito duramente da Korgan, che gli lancia addosso un incantesimo di fuoco.

Lo scontro si rivela più duro del previsto, gli Xorn, evocati dallo spettro, lasciano a terra in una pozza di sangue i corpi di Sharrak e di Tolhor. Jarlyn, utilizzando il corpo di Sharrak per non fare percepire le vibrazioni dei propri passi agli Xorn, riesce ad avvicinarsi allo spettro a sufficienza per cercare di sottrargli dalle mani il diamante; lo spettro, compreso lo scopo del gruppo, dichiara che sta commettendo un grosso errore. Ma Korgan, approfittando della distrazione, infligge il colpo di grazia al mostro, che rimane fermo in piedi, lì dove stava, senza muoversi più.

Sulla spalla di Luxeon si appoggia la mano di un vecchio…si tratta di Atrium! Il vecchio elfo si congratula con il suo discepolo per la riuscita della missione, e poi gli rivela di essere già stato in questa catacomba, molto tempo prima, quando l'aspetto era…diverso. Ma di questo ormai non ci si stupisce più.

Mentre la stanza continua a trasformarsi, Atrium si rivela anche a Jarlyn e Korgan, intimando loro di consegnare il diamante. Jarlyn risponde che non ha intenzione di lasciargli il Diamante Gemente; Atrium gli risponde con una risata diabolica: quello, infatti, non è il Diamante Gemente! Si tratta di un oggetto molto simile, che definisce Diamante Prismatico, e a differenza dell'altro, ha volontà propria e trasforma la pietra in modo del tutto casuale. Questo significa che senza distruggerlo, essi non troveranno mai l'uscita dalla città dei morti. Poi, Atrium scopre il proprio volto, scarnificato, quasi scheletro e privo di vita.

Molto tempo prima, alcuni maghi si ritirarono nella catacomba per studiare la vita e la morte. Atrium era uno di loro. Aveva scoperto il corpo di un essere molto antico, e studiò un rituale per riportarlo in vita e carpirne i segreti. Ma il Tempio di Veon li scoprì, e decise di fermarli. Ci fu una battaglia. I maghi furono sterminati, mentre il rituale era già avviato. Egli riuscì a mettersi in salvo. Quando Eleros, paladino del Tempio, scoprì che cosa stava accadendo decise di chiudere sé stesso, e i propri compagni, nella tomba, perché l'essere non potesse mai uscire allo scoperto. Il Diamante Prismatico fu la chiave. Luxeon chiede ad Atrium se l'essere che si è risvegliato è Veon, ma Atrium gli risponde che è il suo opposto.

Dopo che Korgan ha ucciso Eleros, Atrium ha potuto rientrare nella tomba. Jarlyn suggerisce di distruggere il diamante per uscire, e Atrium lancia un raggio che lo disintegra. Poi, mentre Korgan cerca di colpirlo, scompare con un incantesimo di teletrasporto, abbandonando anche il suo discepolo, un testimone scomodo.

La stanza inizia nuovamente a tremare, ma questa volta non smette. Mentre i nostri cercando di trarsi in salvo, evitando di rimanere schiacciati dal crollo, intravedono nella polvere intravedono una gigantesca creatura con molti tentacoli che fa strada attraverso il pavimento di pietra, poi l'oscurità cala su di loro.

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